dal libro: Capitolo 1

Una bellissima giornata di settembre.

Quelle che al mattino ti sorprendono rintanato sotto le lenzuola e poi, con il passare delle ore, ti scaldano e ti portano il tepore dentro.
Il sole, più dolce e garbato di quello che attraversa i nostri cieli a luglio e ad agosto, sembra entrarti dentro piano piano fino ad occupare ogni angolo ed ogni anfratto del tuo corpo.
E non è raro che avvenga tutto questo, ed anche che la nostra stella riesca a riscaldarti l’anima, non solo il corpo. Tutto ciò significa forza, energia, equilibrio, libertà.

Eri già stato qui, un tempo. Era domenica e trascorrevi una meravigliosa giornata: dopo tanto tempo provavi ancora quella strana leggerezza che ti dà l’innamoramento, quella sorta di felicità generale attraverso la quale ogni accadimento viene affrontato con il sorriso più ampio.
Ricordo di essermi seduto qui e di averti detto “Vieni, da qui c’è una vista splendida!”. Tu, con uno sguardo che non dimentico, mi avevi colpito con una frase bellissima: “Ma adesso che sono qui mi confondo…. Sei più bello tu o il panorama che abbiamo davanti?”.
Un bacio, uno di quelli veri.
Per intenderci: in quel momento non contava il luogo, non importava il tempo, valeva solo la tua presenza, a prescindere dal resto. Un po’ come dire: “Andiamo a vedere quel luogo?”. E poi trasformare quel luogo in un complemento della tua presenza e non il contrario, cioè sono andato là e c’eri anche tu…. Discorsi, parole, momenti.
Tornare qui oggi significa ricordare molte cose di te, del mio passato, di un periodo della mia vita. Ed era in fondo il motivo di voler trascorrere così la giornata di oggi: un po’ croce e un po’ delizia, con il mare laggiù, questo splendido borgo arroccato sulle colline e la tua dolorosa e lacerante assenza.
Passa gente, qualcuno fotografa il sole che riflette i suoi raggi sull’acqua, laggiù, sul mare: oggi non c’è quasi nessuno in questo piccolo gruppo di minuscole casette, eppure quella domenica mi sembrava di trovarmi in un grande universo, in un sistema solare dove la teoria eliocentrica trovava il mio sole in te.
Ed ecco il colpo di genio, la magia dell’illusionista: tirai fuori dalla tasca un foglietto vergato a mano sulla carta intestata di un albergo della zona. La notte prima l’avevamo passata insieme in un delirio di intensità emotive. Poi, sul far del mattino, mi ero svegliato e, vedendoti ancora addormentata, non avevo resistito alla tentazione di scriverti qualche frase che ti avrei più tardi letto.
Era giunto il momento: salì sul muretto della piazza del paesino e cominciai a declamare - con lo scrupolo dell’artista - i miei versi, davanti a turisti e curiosi


CAPELLI DORATI

“I tuoi morbidi capelli dorati
Scorrono agili nelle mie mani,
obbediscono a movimenti spigliati
li tocco nella notte aspettando domani

Sento la fragranza e la dolcezza
che compone il tuo io e la tua essenza
fatta di affetto e di tenerezza:
credo di non poter più stare senza

I tuoi morbidi capelli dorati
si scuotono e si agitano sul cuscino:
questi momenti d’amore sono volati…
ti sei svegliata e, vediamo se indovino

Mi guardi e hai ancora voglia
di fare l’amore con me”




La tua faccia, la tua espressione, in quella piazza, in quella domenica, mutò più volte: subito sbalordita e colma di vergogna, poi curiosa e attenta, infine felice ed orgogliosa. Sorridente e serena.

Ci eravamo fatti il regalo più bello del mondo: ci amavamo.
Prova ne era l’armonia che traspariva dal tuo essere.

Provo a fare il conto del tempo che è trascorso da allora.
“Scusi, ce la farebbe una fotografia?”. Mi volto di scatto senza capire e vedo una giovane coppia poco lontana da me, vicina al punto più panoramico di questo piccolo paesino.
“Certamente..” rispondo io andando loro incontro “Dove devo schiacciare?” proseguo.
E vorrei dirgli che anche io, qualche anno fa, avevo una fotografia - scattata proprio in quel punto - che ritraeva la persona che amavo e che mi rendeva felice… Ma è un esercizio inutile, privo di senso.
E le cose cambiano tanto in fretta, accadono le cose più impensate, capita anche che io oggi non sappia più niente di te, dove sei, cosa ti riempie la vita; io che ti leggevo dentro quando mi desideravi, che sapevo tradurre i tuoi sguardi incalzanti e desiderosi di amore…
Io che riconoscevo le pause nei tuoi respiri ed i loro significati, adesso non so più nulla.
E suonano ancora nella mia mente le tue parole di quella domenica, risultando così strane, così lontane, inopportune nel presente ma forse sincere nel momento in cui le pronunciasti.

“..Tu sei perfetto per me..”

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I love reading these articles because they're shor
09/08/2016

I love reading these articles because they're short but infermativo.

simona
06/07/2009

..io mi dico e' stato meglio lasciarci che non esserci mai incontrati..

Manuela D'Alvise
23/04/2008

Ma chi questa bella giovinetta ricciolina nella fotografia?!?!?! :-) Scherzi a parte, volevo farvi i miei complimenti per tutto questo... Manu

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