dal libro: Capitolo 7

A domani…

Tra poco rientrerò in albergo. E’ tardi e i pensieri si arrotolano uno dietro all’altro, come le onde che osservo. La gente è andata a riposare, a dormire e sono rimasto solo in questo lungomare che così bene conosco.
panerai replica Questi ombrelloni chiusi paiono addormentati, mentre da quassù guardo la riva.

Pensavo.

Metterò un punto e virgola nella mia vita;
una piccola svolta, corta e morbida
che sterzi ma non troppo bruscamente.
Non voglio e non ho bisogno
di ricominciare daccapo e
neppure di disfare un’altra volta le valigie.
www.replicapanerai.net Un punto e virgola.. sarà troppo?
O troppo poco…

E poi domani torna tutto in vita:
rumori, odori, gestualità, incontri in spiaggia.

Non c’è una indubbia necessità
di violare le nuove regole appena decise
ma semmai occorre il tempo giusto
per comprenderle e forse correggerle un po’;
un punto e virgola senza mareggiate
aspettandoti con tutte le novità che porterai
perché di certo capiterà, forse domani
di vedere ben più di un corpo o di un’ombra

Eh già, a domani… Con te sempre in testa…
Una buffa idea quella del punto e virgola, davvero.
Qua sopra arriva anche un po’ di brezza, questo posto è fantastico. Puoi cambiare di poco la tua posizione e scopri sempre un tramonto diverso o un’alba nuova.


Scoprire l’amore e scoprire un nuovo giorno sono due gioie enormi: un giorno mi capitò di essere lì, a vedere le due cose vicine, l’una accanto all’altra. Fuori dalla finestra il sole sgomitava dietro alle nuvole per poter illuminare le increspature del mare e tu, con gli occhi chiusi abbracciavi stretto il cuscino e mi volevi accanto a te.

Ricordo che mi commossi di felicità, per un attimo tutto era in equilibrio universale. In quel momento, in quel luogo di vacanza, tutto era come volevo. 

Punto e virgola. Il punto servirà a cambiare alcuni atteggiamenti di me stesso che mi portano ancora a cercarti negli altri. La virgola sarà la continuità, il miglioramento, il tentativo di partire da ciò che ho provato con te per fare ancora meglio.

Vivere l’amore e vivere un altro tramonto sono due gioie enormi: a sera venivamo qui e salutavamo insieme il sole. A domani, dicevamo rivolgendoci alla nostra stella, con la semplicità di chi non ha bisogno di chiedere perché null’altro serviva per i nostri animi lieti.



Oggi comprendo che quell’equilibrio e quel susseguirsi di giornate meravigliose non è frequente e mi piacerebbe tanto sapere se ora sono a disagio perché manco della mia serenità o se invece sarebbe sufficiente la tua presenza e, ovviamente, il tuo amore per me.

A domani, nella speranza, vorrei dire nella certezza, di ritrovare il pieno sorriso, in questo luogo di vacanze a me così caro nei ricordi.


AMORE

Domani cercherò una donna come te
che sei passata nella mia vita
Intento difficile, colmo di ma e di se
come trattenere la sabbia fra le dita.

Porto spesso il naso a toccare il mio polso
nell’atto estremo di cercare la tua essenza
ma gli eventi hanno seguito il loro corso
e di te è rimasto solo profumo ed assenza.

Gioie, dolori, elaboriamo tutto quanto
Ma quanta catastrofe dopo un amore…
E devo proprio dire: sono vivo, intanto
grazie alle macchine attaccate al mio cuore.

Invadendo un’altra volta ciò che ho dentro
cerco di profanare quell’ urna chiusa
Ed ecco una forte spinta mi sbatte contro
la mia immagine allo specchio, sola, delusa.

Affiorando da un’ altra immersione
potrò forse aprire ancora gli occhi e respirare
riconnetterò i meccanismi della ragione
senza che io possa a te più ritornare

Neppure nel ricordo che fa soffrire,
che si perpetua
accompagnando questa nuova notte che arriva.
Non c’è nulla di più contrastato in me, ora
Amore….

Ecco, sono arrivato vicino alla panchina sulla quale abbiamo trascorso tante serate fantasticando sul nostro futuro. Poco lontano c’è la piccola stazione oramai chiusa da qualche anno e i giochi per i bambini, colorati da improbabili vernici chiassose, che accoglievano mamme e figli con il gelato in mano, il golfino che faceva capolino dalla borsa e le raccomandazioni ai più scalmanati scandivano il tempo di quelle vacanze.

Mi siedo e nessun rumore mi accompagna; allora cerco di immaginare le parole nostre, di allora. Frasi. Grandi concetti o banalità. Si parlava di come avremmo potuto educare i nostri figli oppure ci chiedevamo se aveva senso incidere i nostri nomi legati insieme sulla panchina.

Poi, trascorso un po’ di tempo sui giochi, i bambini uno alla volta se ne andavano via con genitori o mamme che si salutavano auspicando per l’indomani una bella giornata di sole: “A domani! Ci vediamo in spiaggia!!….”.

Va beh, anche io andrò a riposare adesso, sperando di dormire un po’ intercalando il sonno con la veglia perché anche tutto ciò è diventato più difficile e tormentato di quanto non fosse un tempo….

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