Tempo pieno

Mattina.
Mi riverso sulla strada.
Troppo presto, molto più presto di quanto avrei dovuto.
Reazione immediata, allo sparo, sui blocchi di partenza.
Con determinazione feroce, per raggiungere i risultati prefissati sin dall'inizio.

Quale inizio...? Per taluni obiettivi si potrebbe forse dire dall'inizio della vita, dai primi anni di vita, da sempre insomma.
Cerco sempre di ricordarli affinchè mi aiutino a spingere più forte in modo da non dovermi mai chiedere se quello che sto inseguendo è realmente importante, se è ciò che voglio.
Non sono l'unico a ragionare in questi termini, sono sicuro che siamo in tanti a scivolare nelle pieghe di questi pensieri pericolosi. 
Si tratta di pensieri accuminati ed irti di pericoli, vuol dire percorrere a piena velocità insidiosi percorsi scivolosi e pieni di curve.
Provo ad immaginare una considerazione e la propongo...
Riempire in questo modo il tempo potrebbe rivelarsi fatale e sbagliato; un gigantesco errore esistenziale insomma. Ma questo errore non può mai essere rivelato al proprio io per non farlo implodere, perchè non vada in crisi il castello costruito in tanti anni di cieche convinzioni.
In fondo conviene continuare a difendere sino allo stremo delle forze la determinazione, ottusa forse, ma vitale, energica, esplosiva che accompagna la nostra vita...
Sempre più veloce, come un guard-rail che scorre rapido ai bordi della nostra vita tracciandone i fatti e le esperienze.
Questa protezione ai nostri errori di guida spesso diventa anche un inesorabile occultatore di paesaggi: poco o nulla trapela dalle lastre sagomate di acciaio e ciò che conta è solo la strada, quello che sta davanti a te e mai quello che potrebbe distrarti al di fuori della rotta tracciata. Con gli anni poi le regole si sono fatte ancora più dure perchè le protezioni sono diventate sempre più alte, più complesse, addirittura doppie, lo avevate notato?

Le regole sembrano essere chiare. Percorso fisso, nessun disturbo fastidioso: un viaggio unidirezionale.
A tempo pieno.

Per quello che vale, si deve sempre ricordare anche la crudeltà della vita quando si accanisce o peggio finisce troppo presto. La speranza che alberga nei nostri cuori è che l'asticella si sposti sempre un po' più in là, in un posto un po' più distante da noi, in modo da non riuscire neppure a metterla a fuoco, schiacciando un po' gli occhi miopi ed indolenti per cercar di capire bene dov'è.
Io non penso mai a tutto ciò. Sarebbe pesante ed insostenibile farsi accompagnare da queste ansie. 
Fanno eccezione i momenti in cui gli eventi negativi della vita ti sfiorano, ti sporcano la giacca, ti coinvolgono parzialmente..
E allora il tuo andar a rotta di collo può andare in crisi...

Anche questa mattina sono già in postazione.
Sto cercando la concentrazione giusta per pensar poco agli elementi di contorno e dedicarmi con la necessaria passione ai soliti compiti da svolgere.
Il solito caffè d'orzo, una brioche e poi avanti con la lettura delle mail, l'analisi della giornata, le prime telefonate...
Pasqua è lontana anni luce, forse almeno dieci settimane; e lì si potrà tirare il fiato qualche giorno ragionando sull'istante e meditando sui primi bilanci d'anno.
Attento però, perchè il tempo pieno non consente eccessivi svolazzi o sortite fuori dal pentagramma!
(...continua...)

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